Fallimento Napoli, è corsa contro il tempo

di Rosario Dello Iacovo

Confuso e infelice. E’ il ritratto del tifoso napoletano nella situazione indecifrabile di questi giorni. Fallito il tentativo istituzionale della cordata del caprese Floro Flores, sponsorizzata dal governatore Bassolino e dal Sindaco Iervolino, resta in piedi la sola ipotesi del fitto di ramo d’azienda di Luciano Gaucci. Soluzione che però ha ricevuto parere negativo da parte della Lega calcio, con conseguente ricorso della società al Tar del Lazio. C

Così i tifosi si barcamenano con scarso costrutto fra i veleni di Naldi, che in una lunga intervista pubblicata mercoledi 14 luglio da un quotidiano napoletano, attacca Floro Flores definendolo un prestanome, le istituzioni colpevoli di essersi mosse solo all’ultimo istante, Galliani e il governo del calcio accusati di applicazione troppo rigida delle regole; e i proclami di futura grandezza di Luciano Gaucci, che annuncia l’ingaggio di Serse Cosmi come allenatore dei prossimi tre anni e una squadra stellare.

Antonio M. tassista cinquantotenne dice con orgoglio, “Vado allo stadio da cinquant’anni, ma una situazione così non si era mai vista. Siamo stati in serie B negli anni sessanta, è vero, ma almeno allora contava solo il risultato del campo. Adesso invece ogni giorno se ne sente una nuova, so cose ‘e pazze. Però ho fiducia di Gaucci, è furbo, uno che fa il presidente di mestiere, ha avuto tante squadre e a Perugia che è una piccola provinciale ha fatto più che bene”. Poi con l’aria di quello che ne ha viste tante aggiunge: “Vedrete che non falliremo, Gaucci farà tutti i ricorsi possibili e immaginabili per dirigere la prima grande squadra della sua carriera e salvare il Napoli dalla vergogna delle serie C. E poi onestamente mi danno fastidio questi sciacalli che aspettano il fallimento per comprare la squadra con quattro soldi”.

Di parere radicalmente opposto è invece Antonio C., ventinovenne operaio della Fiat Avio. “E’ meglio fallire, Gaucci è inaffidabile e noi rischiamo di dargli il Napoli praticamente gratis. Le dimissioni da Presidente del Perugia a favore di suo figlio, sono uno spot pubblicitario a costo zero. Certo ricorrerà in tribunale con la solita determinazione, ma se le cose dovessero andare male si ritirerà dando la colpa al governo del calcio senza averci rimesso un solo euro. Poi abbiamo debiti enormi che resterebbero sospesi sul nostro futuro rendendolo per forza di cose precario. Io credo che sia meglio farsi un anno di C1 e ripartire con imprenditori più onesti e meno folcloristici di Gaucci”.

Altre sfumature ancora nell’opinione di Andrea B. studente ventiduenne, vicino al tifo organizzato. “Né con Gaucci, né con la cordata di imprenditori, ma solo per il bene e l’interesse del Napoli. L’unica cosa che mi sta a cuore è la dignità della maglia, nessuno pensi di venire a speculare sulle nostre miserie, perché incontrerà la fortissima resistenza dei tifosi. Ben venga chiunque purché sia in grado di riportare a Napoli il grande calcio, non chiediamo altro”. E di questi tempi è chiedere davvero molto.

Cronistoria della crisi

1997-98 si scende in B dopo 32 anni. Con Renzo Ulivieri in panchina nel campionat o1998-99 la squadra non riesce mai ad inserirsi tra quelle in lotta per la serie A. Ferlaino manda via il direttore tecnico Juliano e sostituisce Ulivieri con Novellino. Il Napoli torna in A. Nella stagione 1999-00. Nel campionato 2000-2001 Ferlaino è affiancato al 50% dal re delle televendite Corbelli. Novellino parte per altri lidi. Arriva Zeman, ma il tecnico boemo viene esonerato dopo sei gare senza mai riuscire a vincere. Al suo posto c’è Mondonico. Nonostante il cambio in panchina e l’arrivo del brasiliano Edmundo, gli azzurri non riescono ad evitare la seconda retrocessione in tre anni. Ferlaino e Corbelli per la serie B ’01-’02 scelgono come guida tecnica Luigi De Canio, ma il Napoli non riesce a tornare in A. La gestione Naldi iniziata nella stagione successiva è la più deludente della storia del Napoli, sul piano sportivo non si va nemmeno vicino alla promozione che la città aspetta da anni, sul piano societario Naldi non riesce a far fronte ai gravosi impegni assunti con Corbelli. Fino alla mancata ricapitalizzazione della scorsa settimana. L’entrata in scena di Gaucci, con il ricorso al fitto di ramo d’azienda, sembra possa concretamente salvare il Napoli dal fallimento, ma il tempo è poco e i problemi tanti, non ultimo accettare un presidente di professione che la scorsa estate ha tuonato nei tribunali di tutta Italia, per salvare il suo Catania e retrocedere il Napoli in serie C1.

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