Sessantotto Napoletano/1

di Rosario Dello Iacovo

Una mattina fra febbraio e marzo mi ritrovai degli studenti incatenati davanti all’Università di Napoli. Così iniziò il mio sessantotto. Stavo per laurearmi in giurisprudenza. Ero lì per un esame e mi ritrovai invece proiettato in una scelta che dura ancora oggi. Sono nato nel 1943, avevo già 25 anni e prima non avevo mai visto niente di simile. Migliaia di giovani in fermento, università e scuole superiori occupate, a cui seguirono nei giorni immediatamente successivi grandi manifestazioni studentesche. Rispetto alle esperienze che avevo fatto con la sinistra tradizionale negli anni dalla fine degli anni cinquanta fu uno shock. Un colpo allo stomaco e al cuore più che una scelta intellettuale. Politicamente mi consideravo un estremista, visto che aderendo nel 1964 al PSIUP avevo già da tempo individuato nel PCI di Togliatti e nel PSI di Nenni due partiti conservatori. Non avevo nessun padre politico da cui emanciparmi. Il carattere nuovo delle iniziative politiche e una modalità assolutamente nuova di vivere i rapporti umani, furono gli elementi che contribuirono con più forza al mio disorientamento. In pratica quello che politicamente davo per scontato da anni, cioè la nascita di un movimento fuori e contro i partiti della sinistra storica, mi si parò improvvisamente davanti e quasi mi venne un colpo. Non parlo solo di politica, mi riferisco a una rivoluzione che non non puntava semplicemente al sovvertimento della società, ma che voleva cambiare proprio il modo di vivere la vita. Le compagne si diedero molto da fare a riguardo, avevano secoli di libertà da recuperare e questa cosa aveva su noi compagni un effetto spaesante. Come quella volta in cui mi ritrovai davanti una compagna che, in piena furia di riappropiazione del proprio corpo, si spogliò completamente nuda, provocando il blocco totale delle mie funzioni. A momenti non respiravo e quando ci penso mi viene sempre inevitabilmente da ridere. Venivo da troppi anni di uscite che dopo una settima toccavi la caviglia, dopo un mese arrivavi al ginocchio e solo una volta su tante il viaggio continuava.  Invece mi bastò solo un secondo appuntamento per rimediare la figuraccia del primo tentativo e devo dire che la colpa fu tutta mia. Sembrerà strano ma in quegli anni l’unica cosa che posso paragonare a quel nuovo modo di vivere la sessualità erano le manifestazioni operaie. Un altro grande elemento di rottura col passato.  Non erano più lotte sindacali sotto tutela della CGIL,  la fine della separazione fra sindacale e politico. Il salario, i ritmi di lavoro e i tempi della vita diventavano immediatamente terreno di scontro. Ne ricordo una di sera, un mare di bandiere rosse che irrompono nella notte, con in testa gli operai dell’Aeritialia, l’avanguardia delle lotte operaie a Napoli. Con la rivendicazione della politica come modalità gioiosa di vivere la propria esistenza, finirono i tempi in cui gli studenti universitari si vestivano come i loro padri. Un altro mito della società che avevamo ereditato andava in fratumi, parlo di quel  mito tutto borghese della decenza. Se andavi all’università ci andavi soprattutto per riscattare la condizione di miseria dei tuoi genitori e quindi ti dovevi vestire come l’uomo rispettabile che  dovevi diventare. Ora invece c’era l’eskimo che spazzava via cravatte e convenzioni. Ci si vestiva con abiti di poco  prezzo, li compravamo sulle bancarelle o al ponte di Casanova,  non ci interessavano le mode che provenivano da oltre manica, troppo raffinate per una città di  forti conflitti sociali come Napoli. I milanesi oltre le manifestazioni, militarizzavano anche il loro modo di vestirsi, scarponi, jeans e caschetto da carpentiere, a Napoli invece l’eskimo  metteva tutti d’accordo, ognuno se la viveva come preferiva; se giocavi a fare l’intellettuale l’abbinavi  con un pantalone di velluto spesso, se invece eri “un duro” del servizio d’ordine sotto ci nascondevi lo stalin.

Testimonianza di Silvio Serino

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...