Napoli: la rabbia dei tifosi contro il fallimento

di Rosario Dello Iacovo

Mettere la parola fine alla lunga querelle estiva sul calcio Napoli sembra impossibile. Ora però dire che siamo agli sgoccioli acquista un senso compiuto: tra 12 giorni dovrebbe iniziare il campionato e bisognerà pur sapere in quale serie far giocare il club azzurro. Il Tribunale civile di Napoli chiamato a pronunciarsi sul blocco del campionato cadetto e sull’appartenenza del titolo sportivo di cui si era occupato nelle scorse settimane, ieri ha ravvisato un difetto di giurisdizione. Trentaquattro pagine per spiegare perché il Napoli non può essere iscritto in B e perché la competenza esclusiva a decidere su ogni controversia, legata all’affiliazione di una società sportiva ai campionati, spetti all’organo di giustizia amministrativa del Tar del Lazio. Se non è una retrocessione in C1 gli somiglia molto. Così quando alle 13 viene data lettura della sentenza le diverse centinaia di tifosi assiepati davanti all’ingresso del vecchio Castelcapuano, sede del Tribunale, cominciano a rumoreggiare.

Inevitabile la reazione: i supporter intonano slogan contro Franco Carraro e la Figc, e un fortissimo «vergognatevi» scuote tutta Via Castelcapuano. Passa qualche istante e da una via adiacente inizia un fitto lancio di oggetti verso l’edificio che costringe le forze dell’ordine, prima a schierarsi a difesa del Tribunale e poi a tentare una sortita con un «gippone» che viene colpito da numerose pietre. Stessa sorte per un blindato che prova qualche attimo dopo a fare un altro tentativo. La situazione diventa incandescente, sopraggiungono altri tifosi chiamati a raccolta con un frenetico tam tam di cellulari e sms, poi il gruppo decide di spostarsi verso la vicina Piazza Garibaldi per bloccare la stazione di Napoli Centrale. Vengono occupati i binari dall’8 al 12, in particolare i tifosi si radunano al binario 10 dove sta per partire un intercity diretto a Milano. Nonostante la tensione, la manifestazione si conclude senza incidenti e i leader di «Orgoglio napoletano» – la sigla sotto la quale si sono raccolti i gruppi più rappresentativi della tifoseria azzurra – sciolgono il presidio, poco dopo le 15.

L’appuntamento è rinviato alla sera per decidere le prossime iniziative di protesta. I tifosi minacciano il blocco dell’aeroporto e della stazione marittima e si paventa perfino una presenza massiccia a Roma il 6 settembre, quando il Tar del Lazio si pronuncerà sulla legittimità dell’ordinanza di blocco del campionato di serie B, emessa dai giudici del tribunale fallimentare di Napoli. La determinazione dei tifosi sembra però cozzare con la realtà, la sensazione è che la battaglia per la serie B sia perduta. Difficile che il Tar possa pronunciarsi a favore del blocco del campionato a soli sei giorni dal previsto inizio, anche se allo stato attuale è probabile un ulteriore slittamento.

Delusione e rabbia nelle dichiarazioni a caldo del grande sconfitto Luciano Gaucci: «In C1? Mai, Mi vergognerei. Se avessi voluto l’avrei potuto prendere per 7 milioni col lodo Petrucci, ma non me la sento di guidare il Napoli in C1. Ho sempre detto che Napoli doveva difendere la B con tutti i crismi, invece Napoli ha difeso la C facendo la volontà dei padroni. Peccato, mi ero affezionato a questa città e ai suoi tifosi». Sembra essere un vero e proprio addio alla città quello dell’imprenditore ciociario. «Ci sono piccole città come L’Aquila e Viterbo – continua – che difendono il titolo con i denti. Napoli secondo me non l’ha fatto». Gaucci quindi minaccia richieste di risarcimento nei confronti della curatela e della Figc, ma le sue parole rivelano la consapevolezza che il sogno della permanenza in serie B è ormai definitavamente svanito. «Faremo ricorso al Tar – dice – solo per una questione di giustizia. Ma anche se avremo ragione non ci daranno il titolo». Di tutt’altro tono le dichiarazioni di Cipriani Marinielli, legale di Aurelio De Laurentis, il nuovo «fantino in corsa» che stamattina ha presentato al Tribunale fallimentare la sua offerta: sarebbe superiore ai 12,5 milioni di euro chiesti come cauzione.

Ora il produttore cinematografico di orgini napoletane sembra essere il cavallo vincente sul quale puntare nel rush finale di questa intricatissima vicenda, anche perché non ha subordinato necessariamente la sua proposta alla permanenza del Napoli in serie B. «I tifosi stiano tranquilli, De Laurentis è l’uomo giusto e porterà il Napoli in serie B e poi in A. Noi la B adesso non la vogliamo neppure, perché la vogliamo riconquistare sul campo» – dice il legale. Lascia aperto qualche spiraglio invece Francesco Fimmanò, uno dei componenti della curatela fallimentare dell’ex Ssc Napoli. La priorità resta la serie B, ma non esclude soluzioni alternative. In ogni caso in qualunque serie giocherà, il Napoli dovrà presentarsi ai nastri di partenza con una squadra raffazzonata e senza preparazione precampionato.

Il Manifesto del 2 settembre 2004

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