Il Napoli riparte da De Laurentiis e Marino

di Rosario Dello Iacovo

La lunga estate del fallimento azzurro è finita come voleva la Federcalcio e il Napoli si ritrova, per la prima volta nella sua lunga storia, a dover disputare il campionato di C1. Si riparte da zero e dopo la comprensibile delusione, sembra tornare fra i tifosi un’euforia di altri tempi. Il progetto di De Laurentiis si presenta con le carte in regola per riportare il Napoli nel calcio che conta e la città risponde con 7.000 abbonamenti prenotati e la ragionevole speranza di superare quota 10.000 nei prossimi giorni. Una prima conferma viene dalla brillante campagna acquisti che il plenipotenziario d.g. Pierpaolo Marino, tornato a Napoli dopo i fasti del primo scudetto e reduce da un’eccellente esperienza a Udine, sta portando a termine nei tempi stretti imposti dagli eventi. Quasi 20 calciatori in ritiro a Paestum, agli ordini del tecnico Giampiero Ventura, in attesa di esordire domenica 26 settembre contro il Cittadella al San Paolo. Avversari semisconosciuti come quelli che si incontreranno lungo il calendario di questo girone B, nel quale le altre 17 squadre appartengono a città e paesi la cui popolazione sommata è appena superiore a quella della sola città di Napoli.

I tifosi hanno voglia di calcio giocato, dopo aver invocato il diritto alla serie B, ma con la grande paura di vedere invece, la squadra precipitare fra i dilettanti. «Andrò allo stadio, non vedo l’ora. C’è serietà dopo tanti anni» dice Alberto 23enne di Cavalleggeri. Da Genova, dove lavora, arriva via web il parere del suo coetaneo Valerio «De Laurentiis è un uomo facoltoso e ha avuto il buon senso di affidare la squadra a persone competenti. Ho fiducia nel nuovo corso, seguirò le trasferte più vicine a Genova, visto che la C1 quest’anno prevede confronti nord-sud». Fa valutazioni tecniche Carmine, 26 anni, di Piazza Bellini, per il quale non ci sono dubbi «il Napoli ammazzerà il campionato. Stanno arrivando molti calciatori di talento: el Pampa Sosa, i giovanissimi Ignazio Abate e Nicola Pozzi (17 e 18 anni), entrambi in prestito dal Milan, Berrettoni dal Catania, autore l’anno scorso di due goal proprio in casa del Napoli. Insomma salvo imprevisti siamo già in B».

Preoccupazioni politiche invece nelle parole di Giulio, 30 anni, di Piazza Carlo III «De Laurentis è un berlusconiano di ferro e ha consolidati rapporti d’affari col Presidente del Consiglio. Spero che quella del nuovo Napoli non sia una manovra politica per le elezioni regionali del 2005. Cercavamo un presidente per una squadra di calcio, non vorrei ci ritrovassimo con un forzista a via Santa Lucia”. Secondo Francesco, vomerese di 25 anni «Le vicende degli scorsi anni hanno infangato la credibilità del calcio e ridicolizzato quella del palazzo. La federazione ha voluto dare un segnale che non ci saranno più colpi di spugna. Speriamo solo che sia vero e che invece il Napoli non abbia pagato l’avversione di Carraro nei confronti di Gaucci». Ma c’è anche chi non dimentica, come ricorda Antonio, 30enne del centro storico «Noi ultras seguiremo la squadra, ma non esporremo gli striscioni, solo un grande 1926, sia in casa che in trasferta. E’ il nostro emblema e lo porteremo ovunque con orgoglio, perché la nostra passione non è retrocessa».

Il Manifesto del 17 settembre 2004

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