Università, la fabbrica del lavoro precario

Mentre il movimento dei docenti e dei ricercatori si prepara alla settimana di mobilitazione nazionale contro il ddl Moratti, dall’8 al 15 novembre, dall’università arrivano testimonianze di lavoro sempre più precario.

Carla C. ha 35 anni e da 8 è laureata in biologia. Poi 4 anni di specializzazione, 8 ore al giorno di laboratorio senza percepire alcun compenso. Nel 2002 inizia il dottorato, per poco più di 800 euro al mese, che terminerà nei primi mesi del 2005. Il dipartimento di Medicina del I Policlinico presso il quale opera, le ha però già comunicato che non si avvarrà più della sua collaborazione. “Forse sono poco remissiva, la remissività è una dote essenziale nell’università italiana del terzo millennio – dice, con un sorriso impertinente che spunta sotto una montagna di riccioli biondi – inoltre, continua, non ho amicizie influenti”. Il suo gruppo di lavoro è formato da assegnisti di ricerca, tesisti, dottorandi, qualche co.co.co. e addirittura 3 persone che hanno completato il dottorato da quasi due anni e non sono state inquadrate. Cercare i loro nomi nella lista dei collaboratori è un’impresa inutile: non hanno incarichi ufficiali, ne’ corrispettivo economico, eppure sono li’ ogni giorno a contribuire ai risultati del dipartimento.

Aspettano, che il docente decida di investire in risorse umane una parte dei fondi utilizzati ora esclusivamente per materiale e attrezzature tecniche. Aspettano, lavorano gratis 8 ore al giorno, maneggiano solventi cancerogeni senza copertura assicurativa, ma non rilasciano dichiarazioni, se non un laconico: “non facciamo l’intervista, potrebbe pregiudicare la nostra collaborazione col dipartimento”. Proprio vero: la remissività è un valore aggiunto e il terrore di esporsi ha raggiunto livelli altissimi.

Così alcuni docenti dispongono di un piccolo esercito di silenti volontari e di collaboratori a poche centinaia di euro al mese, risorse che si traducono in pubblicazioni scientifiche, prestigio personale e finanziamenti. “Si dice che è colpa della scarsità di fondi – afferma Carla – recentemente, però, il dipartimento ha speso 8.000 euro per assumere per 6 mesi una neolaureata inglese 22enne, senza competenze specifiche e di nessuna utilità per le nostre ricerche. In compenso, però, adesso parla un ottimo italiano”, dice sarcastica. Alla nostra richiesta di spiegazioni risponde con un’alzata di spalle spiegando che il suo docente si è specializzato proprio in Inghilterra, nello stesso ateneo da cui proviene la giovane collaboratrice.
A questa università la riforma Moratti potrebbe dare il colpo di grazia. “E’ una liceificazione sul modello dei college americani”, afferma telefonicamente Franco Ventriglia, ricercatore di fisica, uno dei leader del movimento professori-ricercatori-precari della ricerca. “Se si accetta la logica di una divisione internazionale del lavoro che assegna all’Italia il ruolo di paese erogatore di servizi, tutti questi laureati non servono, visto che nel nostro paese non ci sono più prodotti ad alto contenuto tecnologico”.

Partendo proprio dal declino industriale, quindi, si delinea un’università caratterizzata da una didattica di medio livello, sganciata dalla ricerca, che diventa prerogativa esclusiva dei cosiddetti centri d’eccellenza. In tal senso va letto il recente intervento a Napoli del segretario generale della CGIL Epifani, a favore dell’apertura di una grande vertenza sulla ricerca. Un’inversione di tendenza che agganci l’Italia ai paesi di punta dell’Unione Europea, piuttosto che alla Grecia.

Gianluca Imbriani è un altro caso esemplare. Brillante astrofisico nucleare, già assegnista di ricerca per un anno a Napoli, uno a Bochum, due nel complesso del Gran Sasso, ora titolare di un assegno biennale, fino ad aprile 2006. Dopo? Per il ministro Moratti la ricetta è semplice e infallibile: precariato e ancora precariato.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...