Diodato minaccia Officina 99. Gli occupanti: “Un atto di squadrismo”

di Rosario Dello Iacovo

“Andremo a Officina 99 per cacciarli“. Con queste parole, che riecheggiano il ventennio, Pietro Diodato, capogruppo di AN al consiglio comunale di Napoli, ha annunciato “per venerdi 3 dicembre alle 11,30 la manifestazione contro l’occupazione dell’edificio al civico 101 di via Gianturco, dove ha sede il centro sociale”.

“Un atto di squadrismo” ribattono gli attivisti che chiamano a raccolta per le 9 della stessa giornata “tutte le forze sinceramente democratiche, per presidiare Officina 99 contro l’aggressione squadrista”. Poi alle 12 conferenza stampa, alle 18 un’assemblea pubblica e in serata cena sociale e sound system. Una giornata di mobilitazione, indetta con gli altri centri sociali della regione, che si annuncia pacifica nelle intenzioni, “ma in caso di aggressione saremo costretti a difenderci e Diodato dovrà assumersi tutte le responsabilità del suo irresponsabile appello”, dice Attilio, uno degli attivisti.

Lo sgombero è una spada di Damocle che incombe ciclicamente sul capo di Officina 99, ma che negli ultimi tempi il filo stesse per spezzarsi era apparso evidente. La campagna stampa di un quotidiano napoletano, lo strano furto di computer e attrezzature tecniche, il distacco dell’energia elettrica, l’intervento del Ministro di Grazia e Giustizia Castelli alla trasmissione “Punto e a capo”, teoricamente dedicata alla criminalità a Napoli e divenuta, invece, un tribunale mediatico contro il centro sociale.

Ma è legittimo inquadrare la vicenda di Officina 99 come una questione di ordine pubblico? E se anche lo fosse, sarebbe così prioritaria da giustificare la “chiamata alle armi” di AN ai suoi militanti? Le domande sorgono spontanee alla luce della gravissima e recente escalation della violenza camorristica in città e del ruolo sociale svolto, invece, da Officina 99. “Da 13 anni un luogo chiave della produzione politica e culturale nella nostra città, l’unico spazio sociale a bassa soglia a Napoli est. Musica, teatro, arte, ma anche presa di coscienza dei propri bisogni, per sfuggire alla tenaglia della militarizzazione e della follia camorrista”, come recita il comunicato diramato dagli occupanti.

Il governo Berlusconi, però, in questo scorcio finale di legislatura presta un’attenzione ancora più ridotta al sociale. La campagna elettorale, per le regionali della primavera 2005 e le politiche del 2006 (sempre che il governo non cada prima), è iniziata e c’è la sensazione che il centrodestra, dopo il fallimento della sua esperienza di governo, tenda a candidarsi come partito dell’ordine e della sicurezza, per riconquistare il consenso della sua base elettorale e del cittadino medio.

Non a caso la destra applaude alla proposta di Diodato e all’ispezione di Castelli e spinge sull’acceleratore della crisi, utilizzando Officina 99 come comodo paravento dietro il quale celare gli scarsi risultati sul piano della sicurezza: i 120 morti ammazzati a Napoli nei primi 11 mesi del 2004 lasciano poco spazio ai dubbi. E dopo il centro sociale di Gianturco, nelle intenzioni della casa delle libertà, dovrebbero essere sgombrate tutte le altre strutture occupate cittadine: dal recentissimo “OMNI” al centro storico, a “Insurgencia”, laboratorio sociale fra Capodimonte e i Colli Aminei.

A sinistra esprimono solidarietà al centro sociale Diego Beliazzi (segr. prov. DS) e Peppe De Cristoforo (segr. prov. PRC), che annuncia la partecipazione del partito al presidio di venerdì. Tuttavia appare chiaro che, al di là della solidarietà dei partiti, la sinistra napoletana è chiamata a un ruolo istituzionale, per risolvere la questione prima che diventi davvero un problema di ordine pubblico. Magari partendo dalle dichiarazioni dell’Assessore Raffaele Tecce, favorevole all’acquisto della struttura da parte del Comune e la sua assegnazione agli occupanti.

Pietro Diodato non è nuovo queste a uscite. Prima delle tentazioni squadriste, c’era stato il “no” alla proposta del centrosinistra napoletano di istituire un registro dello stato civile per le coppie omosessuali. Ciò nonostante, l’invito ai militanti di An a sgomberare manu militari Officina 99 lascia davvero interdetti e fa il paio con la taglia leghista sugli assassini del benzinaio di Lecco. “E’ una pericolosa tendenza a sostituirsi allo Stato nella gestione dell’ordine pubblico, che se non è ancora squadrismo nella pratica, lo è certamente sul piano delle intenzioni”, conclude Attilio, mentre lavora a uno degli striscioni per venerdì. Officina 99, per ora, resiste.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...