Accordo in vista fra il Comune e il Napoli per lo stadio San Paolo

di Rosario Dello Iacovo

La fumata dovrebbe essere bianca e l’accordo per la gestione dello stadio San Paolo fra Comune di Napoli e la Napoli Soccer Spa sarà presumibilmente siglato entro le prossime ore.

La trattativa sembrava già conclusa all’inizio della settimana, con l’ipotesi di affidamento dello stadio alla società di De Laurentiis per cinque anni. Poi un brusco stop per disaccordi sulle percentuali relative agli incassi e alle quote pubblicitarie spettanti al Comune. Una diversa interpretazione del 4% degli incassi spettante a palazzo San Giacomo il motivo principale del contrasto. Secondo l’amministrazione cittadina quella percentuale era da da applicare sia ai biglietti venduti partita per partita, che agli abbonamenti sottoscritti dai tifosi all’inizio della stagione. Su quest’ultimi invece la Napoli Soccer riteneva di non dover riconoscere alcun emolumento.

Dall’assessora Tiziana Parente erano venute critiche all’operato del presidente, reo di aver modificato la bozza d’accordo già sottoscritta dalle parti. De Laurentiis aveva replicato ipotizzando la costruzione di un nuovo stadio ad Acerra. L’incontro avvenuto mercoledi a Roma fra l’Assessore Nicola Oddati e i vertici societari della Napoli Soccer ha, invece, rimesso la trattativa sul giusto binario. “Un confronto lungo e positivo, però io sono soltanto un assessore, adesso ne parleremo con il sindaco e gli altri assessori. la trattativa è a buon punto e credo si possa chiudere.”, così ha commentato Oddati al termine della riunione.

Lo stadio San Paolo è una questione da risolvere con urgenza. I soli costi di manutenzione per il Comune ammontano a oltre 3 milioni di euro l’anno, ma c’è bisogno di interventi ben più radicali che vadano oltre l’ordinaria e onerosa gestione. Nell’ultima classifica degli stadi, stilata dall’iffhs (federazione mondiale degli storici e statistici del calcio) al San Paolo e’ stata attribuita una sola stella, per comprendere la gravità della valutazione basti pensare che per ospitare una qualsiasi competizione internazionale, uno stadio deve averne 4. Una vera e propria bocciatura, quindi, per il complesso sportivo di Fuorigrotta.

Il progetto di De Laurentiis prevede la gestione diretta della struttura, attraverso un project financing, con la realizzazione di ristoranti, un cinema e di altri esercizi per il tempo libero, che renderebbero il San Paolo funzionante a tempo pieno e non solo in occasione delle partite interne del Napoli.

“Una scelta intelligente e popolare quella del Comune”, commenta un tifoso dei gruppi organizzati. Accetta di parlare solo con la garanzia di un rigoroso anonimato. “A Napoli – continua – le curve sono sempre state apolitiche. Qualcosa di strano però sta accadendo negli ultimi tempi. La contestazione a Bassolino e Jervolino è strumentale ed elettoralistica. Sono accusati di aver fatto fallire la SSC Napoli, ma cosa hanno fatto Berlusconi e i parlamentari napoletani della Cdl per farlo restare in vita?”. E’ una domanda che, forse, meriterebbe di essere approfondita.

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