Camorra, un’istantanea dei clan a Napoli

di Rosario Dello Iacovo

La guerra che oppone Paolo Di Lauro agli “scissionisti” ha fatto puntare i riflettori su Napoli nord, ma la presenza della camorra si estende capillarmente in tutta la città e mentre a Secondigliano e Scampìa si spara, altrove i clan continuano con discrezione a portare avanti le proprie attività criminali, agevolati dal fatto che l’azione di contrasto delle forze dell’ordine si dispiega soprattutto nei quartieri della periferia settentrionale. L’emergenza in realtà è ovunque, anche quando sembra regnare uno stato di apparente quiete.

A Napoli est lo spaccio non è capillare, ma l’eroina viene venduta regolarmente da anni nel Rione De Gasperi, vera roccaforte del clan Sarno, che esercita un’egemonia incontrastata nella zona di Ponticelli, dopo aver rintuzzato il tentativo “scissionista” di Antonio De Luca Bossa, noto col soprannome di Tonino ‘o sicco. L’autobomba e la conseguente strage di via Argine segnò il punto più alto e cruento dello scontro.

San Giovanni a teduccio è il regno dei Mazzarella, clan potentissimo, che secondo le dichiarazioni del pentito Salvatore Giugliano, detto ‘o muntone, l’ultimo dei fratelli maschi della famiglia malavitosa di Forcella, insieme ai clan Misso, e Licciardi è ai vertici della camorra e ha esteso il suo potere fino al centro storico, insediandosi da qualche anno a Forcella, dopo il declino e il pentimento dei vertici del clan Giuliano. Qui recentemente è stato ammazzato il 28enne Eduardo Bove, reggente per conto dei Mazzarella, che stava tentando di rendere autonomo il suo potere.

A San Giovanni lo spaccio è un’attività florida e storica e soddisfa la domanda, oltre che della zona orientale di Napoli, dei comuni di San Giorgio a Cremano, Portici e San Sebastiano al Vesuvio. Eroina, cocaina e hashish le sostanze vendute, il rione Villa, il rione Pazzigno, le palazzine del cosiddetto Bronx a via Taverna del ferro le “basi” storiche. A Barra sono attivi il clan Aprea e Cuccaro, qui lo spaccio di eroina e cocaina viene esercitato prevalentemente nelle palazzine bipiani a circa 500 metri della stazione della Circumvesuviana. Fra le attività prevalenti dei clan dell’area orientale c’è senza dubbio l’estorsione ai danni delle industrie e degli esercizi commerciali della zona, che assume aspetti feroci e vessatori anche rispetto ai normali standard della camorra.

Il controllo della prostituzione nel perimetro compreso fra via Argine, via Galileo Ferraris, via Ferrante Imparato e via De Roberto è un’altra importante voce di bilancio. Qui ogni sera lungo i marciapiedi prendono posto centinaia di prostitute africane, polacche, russe, ucraine, un vero e proprio nel supermarket del sesso. Le più economiche sono le africane, che offrono prestazioni sessuali a soli 10 euro, è necessario il doppio, invece, per una ragazza dell’Europa orientale. Le africane, prevalentemente nigeriane, ma anche del Ghana e della Costa d’Avorio, d’età compresa fra i 18 e i 25 anni, vivono una condizione di vera e propria schiavitù: vendute in patria ai mercanti di carne umana, vengono fatte entrare in Italia clandestinamente o con documenti di immigrate regolari e qui sono affidate al controllo di una Madame, un’immigrata anziana, spesso anche lei un’ex prostituta. Il loro grado di ricattabilità è elevatissimo, perchè l’organizzazione, in caso di fuga o ribellioni, attua ritorsioni nei confronti dei familiari nei paesi di provenienza.

Lo spaccio è molto attivo anche al centro antico per la presenza di locali e luoghi di ritrovo di giovani provenienti dai diversi quartieri della città. Soprattutto cocaina, hashish e erba superskunk, che viene prodotta in microserre illuminate da speciali lampade 24 ore su 24 e con una percentuale di thc ben più elevata della marijuana coltivata con metodi tradizionali, Lungo i decumani l’attività è a ciclo continuo, in modo discreto durante le ore diurne e in maniera più evidente a partire dalle 22. Basta percorrere gli stretti vicoli con un minimo di attenzione e salta subito all’occhio la presenza di gruppetti di ragazzi intorno ai 20 anni che gestiscono un viavai continuo di clienti. Le dosi sono sostanzialmente di due tipi: il “pezzo” da 25 e quello da 50 euro, corrispondenti rispettivamente a 0.3 e 0.6 grammi della sostanza. Lungo ogni decumano ci sono molte “basi”, distanziate spesso poche centinaia di metri l’una dall’altra e tutte hanno un giro d’affari molto elevato, soprattutto grazie al boom della cocaina verificatosi da qualche anno.

Situazione analoga, anche se di dimensioni più ridotte, ai Quartieri Spagnoli, altra zona tradizionale di spaccio al centro storico, dove si starebbe riorganizzando la famiglia dei “Faiano”, dopo la recente scarcerazione di Mario Di Biase, accreditato come il vero boss del quartiere.

Il Manifesto 16 febbraio 2005

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