Nicola Ferraro: l’uomo della monnezza

di Rosario Dello Iacovo

Quali scenari possibili per l’emergenza rifiuti in Campania dopo i risultati delle regionali? La domanda è lecita in virtù del successo dell’Udeur e della presenza al suo interno di una cordata di imprenditori legati proprio al ciclo dello smaltimento. Fra questi spicca la figura di Nicola Ferraro, neoeletto consigliere nella circoscrizione di Caserta con oltre 12.000 preferenze e l’appoggio autorevole e familisticamente trasversale dello zio Pietropaolo Ferrajuolo, consigliere uscente di Forza Italia.

La sua storia di imprenditore inizia nel 1993, quando rileva una piccola azienda: la “Ecocampania” Srl. A dicembre il primo importante appalto col comune di Santa Maria C.V. all’epoca in regime commissariale, con un’offerta al ribasso del 30%. L’accordo viene poi ratificato dalla giunta di centro-sinistra che si insedia poche settimane dopo. Nel primo periodo di attività alla “Ecocampania” vengono elevate da parte del comune casertano multe per complessivi 370 milioni delle vecchie lire per inadempienze contrattuali. Si tratta però di una fase di riorganizzazione nella quale l’azienda paga l’eredità negativa della vecchia gestione.

In poco tempo Nicola Ferraro acquisisce esperienza e moltiplica le aziende del gruppo. Arrivano così gli appalti con numerosi comuni casertani, vincendo la concorrenza delle aziende napoletane che avevano precedentemente il monopolio in terra di lavoro. Ma non solo, le certificazioni iso 9000 (sistemi di qualità aziendale) e iso 14000 (sistemi di gestione ambientale) permettono alla holding Ferraro di espandersi oltre i confini regionali e di assicurarsi gli appalti con numerosi comuni italiani, fra i quali spiccano Assisi, Formia e Gaeta. Il risultato più significativo arriva però dal nord, quando la “Green line” (altra azienda del gruppo) ottiene il contratto di disinfezione e disinfestazione col comune di Milano.

L’ascesa rapidissima provoca numerose denunce anonime e il monitoraggio delle aziende per due anni da parte di una commissione d’accesso che effettua rigorosi controlli senza riscontrare, però, alcun tipo di illegalità nella gestione.

Ma se da un lato il Nicola Ferraro imprenditore risulta inattaccabile e le sue imprese votate a una mission aziendale che fa della qualità dei servizi il punto di forza, va da se che dopo l’elezione al consiglio regionale la sua posizione si fa delicata. Potrebbe palesarsi un classico conflitto d’interessi, soprattutto dopo il via libera di ieri del Senato al decreto sull’emergenza rifiuti in Campania.

Provvedimento che aumenta i poteri del commissario straordinario in evidente contraddizione con l’opcm 3417 art. 6 (ordinanza del presidente consiglio dei ministri) pubblicata sulla gazzetta ufficiale del 29 marzo che parla, invece, di progressivo trasferimento delle competenze dal commissario Catenacci alla regione Campania. Perdurando la situazione di straordinarietà i servizi regionali in materia di ciclo integrato dei rifiuti potrebbero essere affidati a una cordata di imprenditori.

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