Al via i Fergifields

Rosario Dello Iacovo
Carly Lyes

Palla al centro. Da domani Roma sarà progressivamente invasa dai tifosi di Barcellona e Manchester United, i due club che si sfideranno mercoledì sera nella finale della Champions League 2008-2009.

Mentre il comitato organizzatore lima gli ultimi dettagli per fronteggiare la marea che sbarcherà dagli oltre 150 voli, distribuiti nei due aeroporti della Capitale, arrivano soprattutto dall’Inghilterra polemiche e avvertimenti.

I tifosi inglesi contestano la scelta dell’Uefa di riservare buona parte dei tickets a sponsor e finanziatori piuttosto che ai supporters che hanno sostenuto le due squadre nel lungo viaggio attraverso l’Europa per arrivare alla finale.

La maggioranza sarà costituita da fans del Man U e rischia di trasformarsi in un boomerang la decisione della Federazione calcisitica europea e delle autorità italiane di assegnare ai tifosi dei Red Devils solo 19500 biglietti, a fronte di una capienza complessiva dell’Olimpico di 72698 e di una richiesta molto più grande.

Il Manchester United è uno dei club più popolari al mondo, con una media casalinga di circa 75000 spettatori, di cui 55000 possessori di abbonamento. Proprio fra questi si è già svolto il temutissimo “Ballot”, il sistema che assegna i biglietti in modo casuale fra gli abbonati che hanno collezionato il maggior numero di trasferte europee durante la stagione.

I fortunati stanno per mettersi in viaggio, biglietti alla mano, pregustando il fresco Prosecco nelle piazze romane (ma la vendita di bevande alcoliche sarà sottoposta a limitazioni e divieti). Tuttavia buona parte degli esclusi non resterà a casa a piangere nelle pinte di Carling e sarà ugualmente sugli aerei diretti verso la Capitale.

Saranno 30000, forse addirittura 35000, i tifosi inglesi presenti. Si stima che almeno uno su tre non avrà il biglietto per la partita. Molti infatti hanno prenotato il volo già a febbraio con le compagnie aeree low cost, fiduciosi che l’Armata rossa sarebbe arrivata in finale. E se a partire già dalla prima semifinale Ryanair e Easyjet, che volano dal vicino aeroporto di Liverpool, hanno esposto il cartello “Sold out”, tutto esaurito, la proverbiale attitudine inglese al viaggio e all’avventura non è stata domata e così ci saranno tifosi che giungeranno in Italia dopo aver fatto scalo ad Amsterdam, Amburgo, Parigi e addirittura Bucarest.

Non a caso un celebre coro che risuona all’Old Trafford sin dagli anni Settanta recita: «Se i Reds dovessero giocare a Roma o a Mandalay noi saremo là», sottolineando la lunga tradizione che vede i fans del Man U viaggiare ovunque per sostenere la squadra. Basti pensare che nel 1999 erano oltre sessantamila a Barcellona nella finale di Champions che i Diavoli rossi vinsero in modo rocambolesco contro il Bayern Monaco, segnando due goal nei minuti di recupero che ribaltarono il vantaggio iniziale dei bavaresi.

Molti sperano nei bagarini, ma non sarà un’impresa indolore visto che da giorni su internet vengono offerti biglietti a costi via via crescenti. Attualmente non bastano i 1000 euro che fino a qualche ora fa erano lo standard e ci sono richieste che vanno oltre i 1500.

Roma si trova così di fronte alla prospettiva di avere circa 10000 ticketless in giro per la città alla ricerca di bar dotati di schermi televisivi. Quelli che saranno costretti a guardare la partita in Tv sono particolarmente preoccupati per la propria sicurezza. Nel recente passato gli ultras locali hanno più volte manifestato la propria personale idea di accoglienza contro tifosi del Liverpool, del Middlesbrough e dello stesso Man U. Le tristemente note “puncicate”, ferite superficiali inferte col coltello nei glutei o nelle gambe, termine che i giornali inglesi riportano senza tradurre. A tal proposito il Times ha scritto nei giorni scorsi che Roma si sta trasformando da “Eternal city” la città eterna, a “Stab city” la città degli accoltellamenti.

Preoccupano anche i legami fra ambienti di estrema destra che permeano profondamente le curve romane e i loro omologhi dei Boixos Nois catalani. E se da un lato gli spagnoli non sono segnalati fra gli ultras europei più agguerriti, dall’altro la tradizionale rivalità fra inglesi e latini è un elemento da mettere in conto.

Ma la preoccupazione riguarda anche lo storico e difficile rapporto fra tifoserie britanniche e forze dell’ordine italiane. Molti dei presenti ricordano con sgomento le terribili cariche e le scene di violenza durante Roma – Manchester United di due anni fa che provocarono la reazione indignata delle autorità inglesi e dei media che non esitarono a definire i nostri reparti antisommossa “Hooligans in uniform”, a loro dire poco professionali e scarsamente formati.

Per questo motivo è stata organizzato dagli stessi supporters inglesi un festival chiamato “Fergiefields” (www.fergiefields.com), in onore dell’allenatore scozzese dei Red devils Alex Fergusson. Si terrà allo Spazio Roma, non distante dallo Stadio Olimpico. Qui si riuniranno per due giorni a partire da martedì almeno 7000 tifosi dello United. La struttura garantirà spazi per il campeggio, servizi, due maxischermi e “the cheapest beer in Rome”, tre euro per una pinta di lager lontano dai proprietari dei bar percepiti come avidi sfruttatori della passione inglese per l’alcol. Ciò nonostante non saranno pochi quelli che si muoveranno comunque verso lo stadio a caccia di un miracoloso biglietto.

La Football Supporters Federation (www.fsf.org.uk), un’organizzazione inglese di tifosi molto rispettata, sarà presente a Roma martedì e mercoledì. Un team di volontari che darà vita per la terza volta, dopo le brillanti esperienze di Atene e Mosca, all’Ambasciata dei tifosi, una struttura di consulenza in grado non solo di dare informazioni e consigli su dove mangiare, bere e alloggiare, ma anche di intervenire in casi d’emergenza per mediare i rapporti fra forze dell’ordine e i tifosi inglesi.

Il Manifesto del 24 Maggio 2009

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