Coppa Italia 2012, prendi i soldi e resta (a Roma)

di Rosario Dello Iacovo

«Abbiamo trovato l’accordo, si gioca all’Olimpico». Così Beretta chiude la querelle che ha tenuto banco negli ultimi giorni, col paventato spostamento della partita al Meazza di Milano. Fumata bianca, quindi. La finale di Coppa Italia si disputerà come previsto a Roma. Il presidente della Lega Calcio e Petrucci fanno pace telefonicamente e migliaia di tifosi si preparano al maxi esodo nella Capitale.

Ma a quali condizioni? Innanzitutto l’aumento del prezzo dei biglietti che mette d’accordo Napoli e Juve. A partire dalle curve che costeranno almeno 30 euro, a fronte dei 15 della finale dello scorso anno fra Inter e Palermo. Per finire alla tribuna Monte Mario che costerà oltre 150. Non male per i due club che si divideranno a metà il 90% dell’incasso, ottenendo anche una limitazione dei biglietti da vendere a prezzo ridotto.

Così spariscono, rivelandosi pretestuose, le questioni relative all’ordine pubblico e alla capienza. Con buona pace dei tifosi che in tempo di crisi saranno chiamati a versare alle società un obolo maggiorato del 100% rispetto alla finale del 2011. Chi avrà diritto ad acquistare l’agognato biglietto? Al momento non è dato saperlo. Ci sarà la prelazione per gli abbonati o la vendita sarà riservata ai possessori della dead card walking? Quella tessera del tifoso che a fine stagione dovrebbe finire in soffitta, ma che in un giorno nel solo ufficio postale di via Abate Minichini a Napoli è stata venduta in seicento esemplari.

Il compianto Valerio De Marchi, fra i più attenti studiosi del fenomeno ultras, se la starà ridendo dall’aldilà. È in questi casi che lo spauracchio delle curve e dell’ordine pubblico si rivela in tutta la sua natura di perno centrale nella ristrutturazione dell’industria calcio. La richiesta sempre quantificata come superiore alla capienza che fa lievitare i prezzi. Il pericolo di scontri fra opposte fazioni che giustifica l’inquadramento repressivo delle folle calcistiche. Sono queste le fasi attraverso le quali il dispositivo del controllo sociale trova negli stadi un laboratorio di sperimentazione in attesa di essere trasferito ad altri ambiti della società.

Così, fatto l’accordo sui soldi, i tifosi passano in secondo piano. Niente di nuovo sotto il sole. Consuetudini del calcio moderno. Ma la questione è meno semplice di quello che appare. Gli ultras delle due curve del San Paolo non hanno mai sottoscritto la tessera. Contrari per principio sin dalla sua introduzione, non hanno nessuna intenzione di piegarsi ora. «Per ogni limitazione dura contestazione, tutti a Roma» avvertiva a chiare lettere uno striscione esposto domenica in curva B durante Napoli-Catania.

E stavolta trovano inaspettatamente sponda nelle dichiarazioni di De Laurentiis. Il presidente dopo il sì a Milano, decisione che ha fatto inviperire più di un tifoso, fa rapidamente marcia indietro e veste i panni di Tiberio Gracco. «Non è giusto che poi restino fuori i tanti che non hanno la tessera del tifoso ma sono sempre venuti a sostenerci», dichiara un soddisfatto patron azzurro dopo aver incassato il raddoppio del prezzo dei biglietti.

Come finirà? Gli ingredienti per un pasticcio all’italiana ci sono tutti, anche i soldi già in cassaforte. Mentre i tifosi si chiedono se stavolta una veglia di 24 ore ai botteghini garantirà l’agognato tagliando. Senza doverlo comprare dai bagarini, da 300 euro a salire come per Chelsea-Napoli.

Le ipotesi secondo NapoliToday.it

Napoli e Juventus si contenderanno la Coppa Italia Tim 2011-2012 nella finalissima in programma allo stadio Olimpico di Roma il prossimo 20 maggio alle ore 20,45. L’impianto capitolino è dotato di una capienza di 73261 posti a sedere.

PRELAZIONE POSSESSORI TESSERA DEL TIFOSO – Lo scorso anno la finale fu disputata tra Inter e Palermo. Per quanto riguarda la distribuzione dei tagliandi, nel 2011 vi fu una prima fase di vendita, della durata di due giorni, riservata ai possessori della Tessera del Tifoso, titolari di un diritto di prelazione. Solo dopo la chiusura di questa, le vendite furono aperte a tutti gli altri sostenitori.

CIRCUITO VENDITA BIGLIETTI – Il canale di vendita dei tagliandi è LisTicket della rete Lottomatica. E’ prevista l’abilitazione di almeno un punto vendita per capoluogo di provincia su tutto il territorio italiano. L’elenco dei punti vendita è consultabile sul sito http://www.listicket.it alla sezione “punti vendita LisTicket”, voce “Biglietteria Finale Tim Cup”.

RIPARTIZIONE SETTORI STADIO – La divisione dei settori dello stadio fu così ripartita nel 2011: ai tifosi dell’Inter vennero riservate Curva Nord, Distinti Nord e Tribuna Monte Mario lato Nord, mentre ai tifosi del Palermo la Curva Sud, i Distinti Sud, Tribuna Tevere lato Sud e Tribuna Monte Mario lato Sud.

TEMPI – La finale dello scorso anno si disputò il 29 maggio 2011. La vendita dei tagliandi ebbe inizio solamente il 18 maggio.

PREZZI – Nel 2011 un tagliando di Curva o di Distinti costava 15 euro, mentre il prezzo della Tribuna Monte Mario era di 90 euro.

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