Gocce di sole nella città degli spettri

di Rosario Dello Iacovo

In Francia al primo turno Hollande di un soffio, ma l’estrema destra è a un passo dal 20%. Incertezza assoluta per il risultato finale. Quel che resta del Pcf e della sinistra raccoglie le briciole, con la pur ragguardevole eccezione del nuovismo di Jean-Luc Mélenchon. Intanto in Italia l’indignazione si concentra tutta sugli ultras del Genoa che avrebbero ucciso il calcio. Beh, io mi ricordo le volanti negli stadi. Era il 23 marzo del 1980. Molti celebri calciatori finirono in manette. Fu coinvolto anche Savoldi, ex mister due miliardi del Napoli. Mi aveva commosso quando ero bambino, cantando una canzoncina nella quale Albertosi era amico di Zoff e di un campionato con una coppa di gelato per il vincitore. Più tardi avrei scoperto che in palio c’era ben altro. Poi ho visto i passaporti truccati, le fatturazioni false, i fallimenti evitati con rateizzazioni in ventitré anni e altri agevolati perché funzionali ai crediti di Capitalia. Ho visto Carraro junior recuperare i soldi dal Napoli, mentre Carraro padre ci mandava sui campi senza curve della C1. Ho visto il doping. Ho visto gli arbitraggi scandalosi e le sentenze risibili. Ma per l’italiota medio tutto questo non conta. Riecco i files surgelati, passati al microonde e serviti dai giornalai come la più prelibata delle pietanze a chilometro zero. Riecco quindi l’indignazione e la “vergogna”, che si scaricano sugli ultimi del sistema calcio: i tifosi. Come scrivevano Curcio e Franceschini, nel trattato di semiotica Gocce di sole nella città degli spettri, sono le parole del potere a parlare attraverso le persone. Non viceversa. Mentre Monti assottiglia il denaro che abbiamo in tasca, mentre l’Ungheria sperimenta il protofascismo del XXI secolo, mentre l’estrema destra in Francia col voto della classe operaia rialza la testa creando le basi per un’alleanza con la cosiddetta destra presentabile, l’italiano medio non trova di meglio da fare che puntare l’indice contro un pugno di ragazzi delle curve. Ci sarebbe da ridere, se tutto questo non fosse tragicamente triste e pericoloso. Ci sarebbe da invocare le masse, se queste non fossero ridotte alla caricatura di se stesse, quando si pensava che la classe operaia sarebbe andata in paradiso. E così, giorno dopo giorno, il mio disprezzo per la gente tracima gli argini di una ragione che ho invocato spesso a bilanciare quella che pur avverto come la mia personale deriva sciovinista. Badate bene, non perché io riconosca a me stesso delle particolari qualità. Anzi, è proprio non riconoscendole, che la mediocrità dell’individuo medio del XXI secolo mi appare in tutta la sua tragica evidenza. Nuove dittature si profilano all’orizzonte, coniugano paura del diverso e soluzioni draconiane, estetica mediatica e concretezza della repressione. Indossate gli elmetti, dallo stato di belligeranza permanente stiamo rapidamente passando alle condizioni per la guerra che verrà. Ai pochi che ancora provano a ragionare con la propria testa non resta che scavare trincee, sperando di poter tornare un giorno a guardare il sole.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...