La data di scadenza era cinque minuti fa

di Rosario Dello Iacovo

Quando muore qualcuno sono i particolari a colpirmi. Il numero di telefono, per esempio. Guardarlo e pensare incredulo che non risponderà. Davvero, non ci posso credere che non risponderà. Non lo cancello mai però; non ci riesco. Mi sembrerebbe di ucciderlo la seconda volta. Quando morì il Ragno riuscii a piangere solo la mattina dopo. Vidi le scarpe e pensai che non le avrebbe più indossate. Sono gli oggetti quotidiani che restituiscono il senso della vita. Per contrasto, anche quello della morte. Fu un’alba livida quella in cui persi Lorenzo. Abbracciai i sopravvissuti in una sala d’aspetto, da qualche parte sbigottiti a West London. Ma il calore dei nostri corpi non riuscì a ridargli quella vita che era già fuggita dal suo. Era estate quando mi lasciò Acciuga. Poi qualcuno scrisse sul muro: “Se il punk è morto, noi siamo zombi”. Una notte di gennaio se n’è andato Tommy. Era solo, a Chancery Lane. Londra 2011. Senza il tempo di un ultimo abbraccio. Da qualsiasi parte fosse arrivato. Da solo se n’è andato un altro Tommy. A Firenze, aspettando un trapianto del fegato che cancellasse gli eccessi di una vita vissuta sopra le regole. Nessuno lo sapeva. Nessuno era al suo funerale. Pochi giorni fa se n’è andato Alberto, che però aveva fatto in tempo a scrivere:

“Se muoio giovane spero sia dal ridere,
ti dicevo, di quanto brucio più in fretta di voi;
di quanto bruciamo meglio e di quando resto sveglio e metto la mia vita in quattro scatoloni mettendoci meno di due ore e poi e poi non mi vedrai più per mille miglia, fratello mio, io riparto da dove gli altri non hanno più visto la partenza e la data di scadenza, che era cinque minuti fa.“

Di lui mi restano le mail, e poesie che lo faranno vivere per sempre. Aveva ventun anni.

Pierino me lo ricordo dietro il bancone dei panini, ai concerti in Salento, in spiaggia a Porto Cesareo, mentre cercavo sotto il suo ombrellone un riparo dal sole che batteva impietoso sulle miserie del mondo. Sul ponte girevole a Taranto. Pazzi di speranza contro le cariche dell’Impero e noi a organizzare la resistenza. Una difesa disarmata, romantica e datata, inutile e sconfitta, ma che urlava vendetta per la dignità violata.

Pierino se n’è andato ieri.

Di ognuno mi resta qualcosa. Di ognuno, il ricordo che non lenisce i segni del dolore. Non ci riesce. Ferite appena cicatrizzate; al tocco tornano a inumidirsi di sangue e vita rappresa. Ogni volta, come se fosse la prima volta.

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Un commento su “La data di scadenza era cinque minuti fa

  1. e se muoio giovane spero sia ..dal ridere……nel frattempo muoio 1000 volte prima di iniziare a vivere davvero

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