La Catena umana attorno al Parlamento: M per manette, P per Pinochet, D per delirio

di Rosario Dello Iacovo

40mila su Facebook e crescono ancora. Trecento (a essere larghi di maniche) sabato a Montecitorio. E nemmeno spartani. Di un novello Leonida, alla testa della leggendaria élite militare, nessuna traccia. Quindici poi in giro per Roma, cercando un riparo per la notte e finiti a dormire sotto i portici. Mendicando una presa di corrente per ricaricare i preziosi tablet e cellulari, senza i quali – è cosa nota – non c’è rigurgito webrivoluzionario. Questi, i miseri numeri del presunto assedio italiano al Parlamento.

Ora: non so bene chi siano questi signori della Catena umana, ma quando leggo nella lista della spesa dei loro obiettivi venti volte la parola “Arresto”, “Governo transitorio di un anno”, “Nè destra né sinistra”, – lo confesso – mi vengono i brividi alla schiena. Questo programma, che miscela Stato di polizia e populismo sociale d’accatto, potrebbe averlo scritto la malanima di Augusto Pinochet.

Analogamente, quando leggo: “Arresto del Capo dello Stato e la sua elezione immediata e diretta da parte dei cittadini e la formazione di un Governo transitorio che per almeno un anno risollevi il paese partendo dal sostegno dal basso e non come questo Governo a servizio delle banche e dei Poteri forti! Poi forse il voto, forse!”. Beh, come faccio a non chiedermi chi arresta chi, se le parole prefigurano – consapevolmente o meno – un golpe militare, da chi sarebbe formato questo Governo provvisorio e sulla base di quali criteri di scelta. E non perché io creda alle libere elezioni e al voto, diritto per il quale sono state sacrificate vite umane, oggi svilito e reso la parodia di se stesso, ma proprio perché spaventato da tanto ciarpame reazionario ammucchiato lì, quasi a caso.

Ci sarebbe da preoccuparsi, se alla fine non fossero deliri dei soliti italioti che vorrebbero unirsi, ma non hanno i soldi per arrivare a Roma, sono precari e non possono lasciare il lavoro, sono gravemente ammalati, ma non rinunciano – in fin di vita dal letto di un ospedale – a esprimere il loro supporto webrivoluzionario alle masse che assedieranno il Parlamento. Questo si legge, con dovizia di particolari, nella bacheca della pagina. Su Facebook, tutti leoni…

40mila a 300, e poi a 15, sono il metro di un miserabile e irrazionale spontaneismo che confonde la realtà coi bit, lo spazio fisico con le pagine di Facebook, la volontà di potenza con la potenza stessa. E la Rivoluzione con la R maiuscola con il tintinnio di manette e le sbarre di una galera. Come se quei politici che ci governano non li avessimo messi lì noi, in certi casi, da quarant’anni. Come se ci fossimo esentati dal chiedere il favore o la raccomandazione personali, invece che esigere un diritto per tutti. Come se queste manifestazioni di reazionario populismo mediatico non stessero tirando la volata elettorale al demagogo di turno.

“Ma tu da che parte stai, allora?”, mi chiederà retoricamente a questo punto l’inviperito webitaliota, accusandomi senza mezzi termini di essere un agente al soldo della Casta, del complotto plutomassogiudaico internazionale, della Cia, di un redivivo Kgb, un servo di Mastella, Casini, Bersani, Berlusconi, Vendola, De Laurentiis, Zeman, Luciano Moggi, Goldrake, Capitan Harlock, Jeeg robot d’acciaio, e scie chimiche.

Sarò all’antica, ma io sto dalla parte delle migliaia di iniziative reali che presuppongono uno sforzo un po’ più ampio di un “Mi piace”. Esattamente come sta accadendo in Grecia o nella Penisola iberica, dove le manifestazioni che riempiono le piazze sono il frutto di un lavoro capillare di attivisti, sindacalisti di base, collettivi. Non certo del delirio di onnipotenza virtuale.

Politica, in ultima istanza. Che è cosa ben diversa dalla demagogia elettorale e del tintinnio delle manette, che poi, alla fine, stringerebbero i polsi dei soliti noti: i dannati della Terra.

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11 commenti su “La Catena umana attorno al Parlamento: M per manette, P per Pinochet, D per delirio

  1. Io ho messo mi piace a quella pagina e domenica sono stato li. Non conosco i fondatori e promotori di quella “associazione” e manifestazione ma comunque volevo essere li e ci sono andato! Eravamo in pochi e provenienti da tutta Italia (c’era anche un italiana venuta dall’India). Ma se molti e purtroppo sono tantissimi non fanno nulla x cambiare le cose staremo sempre nella stessa situazione! Saranno i tempi ancora non maturi, sarà il calcio, sarà l’iPhone ma cosi non si può andare avanti!

      • Purtroppo io conosco poco. Spesso vado alle manifestazioni senza conoscere i fondatori, almeno che non é organizzata da qualche partito, e li mi faccio un idea. Ho voglia di manifestare ma conosco poco l’ambiente…

  2. e allora che facciamo. scriviamo canzoni rap e sventoliamo gli accendini ai concerti? Se aspettiamo che le masse prendano coscienza e travolgano l’ ordine preesistente, possono passare secoli, e noi non abbiamo che ore. Chi te lo dice è uno che ha cominciato a fare sit – in 40 anni fa, e non ha con questo migliorato di una virgola la situazione; anzi, ora siamo alle porte della peggiore dittatura fascio-finanziaria possibile e dobbiamo supportare ogni forma di antagonismo che si presenti, anche sbagliato e velleitario: perchè è sempre meglio di niente

    • Mi sembra di aver indicato cosa sia giusto fare, a mio avviso.

      “Sarò all’antica, ma io sto dalla parte delle migliaia di iniziative reali che presuppongono uno sforzo un po’ più ampio di un “mi piace”. Esattamente come sta accadendo in Grecia o nella Penisola iberica, dove le manifestazioni che riempiono le piazze sono il frutto di un lavoro capillare di attivisti, sindacalisti di base, collettivi. Non certo del delirio di onnipotenza virtuale.

      Politica, in ultima istanza. Che è cosa ben diversa dalla demagogia elettorale e del tintinnio delle manette, che poi, alla fine, stringerebbero i polsi dei soliti noti. Dei dannati della Terra.”

  3. DA LEGGERE E RIFLETTERCI SOPRA..
    da media attivista che unisce rete e realtà posso dirti che la tua lettura di certi fenomeni è corretta la condivido e la faccio mia.O visto qualche minuto di video di questa catena umana davvero penosi..e poi io non manifesto con il tricolore MAI i diritti non hanno confini e le ingiustizie sono tali al di là della nazione dove si perpetrano

    • Paolo, ti volevo addirittura citare nel pezzo. Non la pensiamo allo stesso modo su varie cose, ma ti stimo e so che non sei un agitatore virtuale. Anzi, sei uno degli esempio migliori di come il mediattivismo abbia senso solo se legato a quello in carne e ossa nelle piazze.

  4. Sì, non c’è dubbio, la rete o trappolone è piena di precari esasperati e malati terminali ma più che sovente è il cortiletto di floridi anarchici statali, di rivoluzionari da salotto buono, balordi frustrati eroi del pagnottismo fondamentalista. Bella invenzione, per carità ma, come si dice al paese mio, è gghiuta ‘a carta ‘e musica mmano ‘e cecate. Maneggiare quel delicatissimo, evanescente aggeggino che è la libertà non è arte adatta a tutti, è un lusso che solo gli intelligenti si possono permettere. Contali, per sfizio. Dissento in un punto: non avrei coinvolto in tutto questo Capitan Harlock. Non sarai per caso al soldo delle mazoniane? Mi scuso per la inutile lungaggine del commento.

  5. io ho sentito che è una bufala di quelle pazzesche, ti chieevano soldi per “aiutare la causa”,
    poi una volta che tu sei andato li non hai trovato nessuno a fare quella catena!
    non so se è vero!

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