Napoli: i tifosi meritano chiarezza, ma soprattutto rispetto

di Rosario Dello Iacovo

Il Napoli 2 è un bluff. Dopo la disfatta di Eindhoven diciamocelo chiaramente, in assoluta serenità. Almeno fra noi. Lasciamo le chiacchiere prezzolate ai professionisti della menzogna. A quelli che avevano eletto frettolosamente Pandev pallone d’oro e bollato Lavezzi come calciatore inconcludente. A quelli che: “Abbiamo due giocatori per ogni ruolo”, sorvolando sulla qualità degli stessi. A quelli che hanno speso elogi incomprensibili al mediocre mercato, straparlando di scelte oculate e intelligenti.

Intendiamoci, io penso che Goran abbia dalla sua una tecnica eccelsa, ma accusa cali di forma e scarsa continuità. E sicuramente non annovera il dinamismo fra le sue doti migliori. Gamberini in questo primo scorcio di stagione si sta rivelando affidabile. Altrettanto Behrami. Ma dopo Cavani, a Napoli non è arrivato un solo giocatore in grado di fare la differenza. Tante le scommesse: Ruiz, Fernandez, Dumitru, Fideleff, Chavez. Tutte regolarmente perdute. E nel caso di Chavez, Vargas e qualcun altro, anche la Guardia di Finanza vuole vederci chiaro.

A fronte di qualche campione assoluto e squadra titolare discreta, che nel generale livellamento verso il basso del campionato italiano, è in testa alla classifica, il problema del Napoli resta la qualità complessiva della rosa. Non si tratta di esagerazioni dopo una brutta sconfitta. Chi ha letto qualche mio post in passato, sa che questa è la mia posizione da sempre. Certo, in Italia nessuno compra più giocatori di primissimo livello. Ma fra i Messi, i Rooney, i Cristiano Ronaldo, che nessuno può ragionevolmente chiedere, e Giandomenico Mesto, beh, io credo che il Napoli possa permettersi delle soluzioni intermedie e di maggiore affidabilità. Soprattutto in virtù di una politica commerciale che ai tifosi fa pagare anche le amichevoli di agosto.

Mazzarri, dall’estate scorsa a quella di quest’anno, ha chiesto sette giocatori di un certo livello. Bene: il club non ne ha comprato nemmeno uno. Naturalmente, questo è un discorso impopolare in una città che viene da anni buissimi, da Naldi, Corbelli, il fallimento, la C1 e le tappe della risalita. Ma per quanto tempo ancora dobbiamo giustificare le scelte di oggi con i problemi di ieri? Il Napoli è la quarta forza del campionato per numeri, seguito, volume d’affari, non si comprende perché il suo mercato si rivolga sempre alle solite scommesse sudamericane (perdenti) o a giocatori provenienti da squadre di più basso cabotaggio.

Per molti tifosi la responsabilità di ieri è di Mazzarri. Lo stesso Mazzarri del terzo posto di due anni fa, degli ottavi di Champions, dell’impresa sfiorata contro i campioni d’Europa del Chelsea e della Coppa Italia. Ma a Napoli, si sa, è più facile prendersela col sergente che col generale. Subalternità culturale di fronte al potere, un tratto tutto italiano, ma che nel nostro caso, dopo 151 anni di malaunità, è diventato regola. Almeno finché il generale non cade. Dopo si fa fatica a trovare anche solo uno dei sostenitori.

Io stimo Mazzarri, gli riconosco pregi e difetti, e parlare di cattiva gestione della rosa e non delle richieste perennemente disattese da De Laurentiis, mi sembra davvero paradossale. Però anche Mazzarri deve, a questo punto, uscire dall’ambiguità. Dire chiaramente che questo passa il convento e che dei giocatori che avrebbe voluto a Napoli non si è vista nemmeno l’ombra. Deve farlo, altrimenti è complice. Una complicità, tra l’altro, pagata a peso d’oro con due milioni e mezzo di ingaggio all’anno.

Cosa ha vinto il Napoli negli ultimi venticinque anni? Una Coppa Italia. Ricordo le scene di incredibile entusiasmo in città per la conquista della Coppa Uefa, che era la terza competizione continentale, ai tempi di Maradona. Se quella squadra stellare si impegnò fino in fondo per conquistare il trofeo, per quale ragione non dovrebbe farlo il Napoli attuale? La risposta è semplice. Arrivando agli ottavi di Champions il Napoli ha incassato 37 milioni, 27 di premi Uefa e 10 al botteghino. Vincendo l’Europa League se ne raggranellano una decina.

Questo autorizza il club ad allestire per questa competizione la patetica squadra di ieri, esponendo la nostra maglia a una pessima figura in campo internazionale? Meritano rispetto i napoletani arrivati ieri ad Eindhoven da mezza Europa che hanno speso fior di quattrini per non far mancare il loro supporto? Lo meritano quelli che hanno sottoscritto un abbonamento a Sky e Premium per seguire il cammino in Europa del Napoli? In qualsiasi altro ambito commerciale, un’azienda che offrisse un prodotto di così scarsa qualità, chiuderebbe i battenti. Il Napoli invece incassa, ringrazia e tira dritto per la sua strada. Tanto domenica è di nuovo campionato, e la memoria dei napoletani – si sa – ha breve durata.

Dove sono oggi Auriemma, Alvino, e gli altri apologeti del “mercato oculato che ha dotato la squadra di due giocatori per ruolo”? Non c’è traccia. Li rivedremo alla prossima vittoria a tessere le lodi del Presidente. Siatene certi.

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2 commenti su “Napoli: i tifosi meritano chiarezza, ma soprattutto rispetto

  1. Anti-Napoli; camorrista; falso tifoso; procuratore; procuratore raiolano (prima dell’arrivo di ElKad, s’intende…); giornalista in incognita assoldato dal Nemico; cicciuettola; disfattista; uno-che-passa-col-rosso; rubentino & cetera: questo il florilegio breve di epiteti che a me e ad altri che abbiamo osato criticare l’operato di ADL in sede di campagna acquisti – con argomenti molto prossimi a quelli da te esposti nel post – hanno dedicato durante l’estate le spasimanti del Signor-non-avete-vinto-un-cazzo negli innumerevoli commentarii del Napolista.

    Eh, ma i palloni di Paestum…

    Buona domenica!

    & grintacazzo! 😉

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