Sinistra: se l’opinion leader è la 99 Posse…

crisi della sinistra

di Rosario Dello Iacovo

Ieri, l’ennesimo post critico da sinistra sull’M5S, pubblicato dalla 99 Posse sulla sua bacheca di facebook, viene condiviso da centinaia di persone e altrettante pagine ufficiali di federazioni locali, da ex parlamentari e circoli di quel che resta della sinistra radicale. Non è un caso isolato, è accaduto spesso negli ultimi tempi, in un contesto nel quale i tradizionali produttori di senso hanno progressivamente abdicato la loro funzione.

Ma se a sinistra un gruppo musicale, per quanto atipico e di spessore come la 99 Posse, diventa uno degli opinion leader più autorevoli e trasversalmente ascoltati, davvero vuol dire che qualcosa non va? Io ne sono convinto: è il segno di una crisi che costella il passaggio dal pluridecennale esercizio dell’egemonia culturale all’attuale subalternità. E non certo per mancanza di rispetto verso la 99 che, anzi, si dimostra sufficientemente scafata, colta ed esperta da ergersi a bastione contro le derive populistiche.

Perciò, ritengo che dopo le elezioni sia necessario aprire un corposissimo file sulle colpe della sinistra. Quando si sarà placata l’isteria delle urne, si dovrà discutere con lucidità e pacatezza, ma anche con grande rigore autocritico. Perché saremmo stupidi e in cattiva fede, se dicessimo che tutti quelli che voteranno l’M5S sono dei fascisti qualunquisti. Certo, c’è tanto voto di destra che convergerà sul movimento di Grillo e Casaleggio, ma è altrettanto innegabile che lo sfondamento è avvenuto anche a sinistra. Soprattutto dopo l’investitura dei NoTav.

La mia sensazione è che ci siano tantissimi giovani e meno giovani che attraverso l’esperienza col cinque stelle hanno scoperto o riscoperto la politica. Sperimentando forme di attivismo e partecipazione dal basso che, come tante parole d’ordine prodotte dalla sinistra dei movimenti, oggi sono patrimonio del programma elettorale dell’M5S.

Interroghiamoci sulle nostre innumerevoli colpe. Sull’inadeguatezza della nostra elaborazione teorica e della nostra prassi di fronte ai mutamenti repentini che stanno dando vita alla terza repubblica, in uno scenario di estrema frammentazione del quadro politico. E soprattutto, a sinistra, rimbocchiamoci le maniche, riprovando con grande umiltà a parlare alla gente, e non al ceto politico residuale aggrappato all’ennesima ciambella di salvataggio (Aka Rivoluzione Civile) che rischia seriamente di non entrare in parlamento nemmeno questa volta.

L’esplosione dell’M5S ha lasciato di stucco tanti a sinistra, producendo nella frammentazione esistente (tanto nei Movimenti che in quella istituzionale) delle risposte varie e scomposte. Nell’elettorato tradizionalmente collocato a sinistra c’è chi voterà Grillo perché seriamente convinto della bontà della sua proposta politica. Ma anche chi lo farà pensando di mettere un bastone fra le ruote al governo prossimo venturo che, salvo imprevisti, dovrebbe essere rappresentato da quell’asse Bersani-Monti che sarà improntato sul rigore, con qualche scimmiottamento di welfare residuale.

Sono davvero queste tutte le risposte che a sinistra sappiamo dare, o ci sono i margini per un percorso ricompositivo dal basso che provi a demolire il palazzo per poi ricostruire? C’è la possibilità di una Syriza italiana, con tutti i limiti della coalizione greca, oppure la storia di un secolo e mezzo dovrà per forza di cose chiudere i battenti in questo paese?

Io non lo so, ma almeno mi rendo conto di quanto sia ormai ineludibile la domanda.

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9 commenti su “Sinistra: se l’opinion leader è la 99 Posse…

  1. In questi giorni mi sono spesso soffermato a pensare all’incapacità dei grillini di aprire una critica interna al loro movimento, di mettere in discussione un leader che parla a nome di tutti. Sicuramente c’è tanta gente di sinistra, qualcuno magari proviene da una tradizione antagonista ed anticapitalista. Ma perchè nessuno sta portando avanti la sua battaglia interna al movimento? Mi sorge il dubbio che sia troppo scomodo non usufruire della capacità comunicativa di Grillo (che è un animale da palco e sul palco riscuote consensi, solo lì è libero di fare monologhi) in prossimità delle elezioni. Ma dopo? Le strade sono due: si apre una discussione interna al movimento dopo le elezioni e quindi avendo qualcosa in mano assisteremo all’ennesimo movimento che perde credibilità sotto i colpi delle scissioni. Oppure vanno comunque allo sfascio per il’incapacità di mettere insieme un’idea con un orizzonte più ampio del “fanno tutti schifo, andate tutti a casa e bla bla bla”.

  2. Premesso che le autocritiche sono sempre necessarie e sempre più rare, io direi piuttosto che i 99posse (scusa io li ho sempre chiamati al plurale e a questo punto preferisco perseverare nell’errore, se c’è) partecipano (ottimamente) a una riflessione collettiva che si fa a sinistra. Dove per sinistra intendo un universo sociale, culturale e politico che ha una (assai) limitata sovrapposizione con i partiti politici che partecipano alla corsa elettorale. Una riflessione che produce e sta producendo, a mio parere, prodotti molto importanti. Il problema che tu vedi è (forse) un altro, ovvero la difficoltà (da tanti anni ormai) di trasformare quell’insieme di attività sociali e culturali — insomma, quel movimento — in un qualcosa che possa avere un più diretto impatto per cambiare lo stato di cose esistenti.

  3. Credo che Rivoluzione civile abbia i numeri per entrare in Parlamento e bisogna essere più fiduciosi e meno pessimisti, solo così si possono cambiare le cose più fiducia nei propri mezzi!

  4. io nn capisco una cosa… casapound è nata 10 anni fa e in questi 10 anni si è allargata ha creato una rete unita e con un’unica voce e ora si candida in parlamento… e noi? cosa abbiamo fatto in 20 anni e più di Officina99, Leoncavallo, il Forte? niente! una marea di festini, manifestazioni e cortei da quattro soldi e scusate la sincerità, problema è che nn c’è una linea da seguire, un piano, una meta da raggiungere, un’agenda, io da anni voglio interessarmi di lotta e dell’idea di mondo alternativo che vogliamo(in quanto ragazzi dei centri sociali) creare, ma nn riesco ad ottenere fonti. Datemi una risposta sensata vi prego

    • Facile, quelle organizzazioni sono costruite su basi scientifiche appositamente per creare consenso giovanile verso ideologie da riverniciare, si sceglie qualche mosca cocchiera nelle palestre di arti marziali, le si paga l’ iscrizione in palestra e un po di cocaina, le si forniscono parole d’ ordine e slogan di buona presa prelevati un po’ in giro dove capita. Poi si lascia cuocere dando ogni tanto una sterzata graduale e emarginando chi si pone problematiche non in linea. A molti di quei giovani basta sentirsi parte di un gruppo e voltano la testa quando qualcosa non gli piace, o se lo fanno piacere.
      Dalle nostre parti, invece, ognuno che arriva si sente piu’ comunista degli altri, e un documento con una virgola fuori posto basta per andarsene sdegnato e
      poi lamentarsi da fuori perche’ manca la sintesi unitaria

  5. dopo le elezioni penso che a sinistra le mani in faccia saranno ancora più sostanziose e la battaglia tra chi è più a sinistra si farà sempre più dura e grottesca, ho votato sempre rifondazione, oggi voto grillo, non sono contento nè di quello che ho votato ieri nè sono convinto di quello che ho votato oggi, non sono fascista, non sono di sinistra, sinistra e destra, a quanto mi ricordo, sono categorie che hanno solo il fine di agevolare lo studio di una serie di ideologie, sono comunista, ma anche qui esistono mille modi di esserlo, forse ci vuole il coraggio di fare un nuovo manifesto comunista, rivoluzione civile l’avrei votata, ma ingroia non ci mette la faccia, se avesse inziato a parlare dello schifo dei corsi privati che fanno i magistrati e dello sfruttamento che gli avvocati fanno verso i praticanti forse, poi il fatto che ferrero e company sembra che stiano accovati mi fa veramente incazzare, ecco ho iniziato la battaglia del più puro, scusate!!!!!

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