These ships will float again

Sioux_Chiefs_on_Horseback

di Rosario Dello Iacovo

Le statistiche dicono che due persone su tre hanno un amico con la barca figa dove farsi le fotuzze per la versione estiva del proprio profilo. Per forza di cose, una percentuale decisamente più piccola ha la barca. Quindi – per una questione di pura matematica – il loro natante appare in un numero spropositatamente più grande di fotine profilo. La notizia del giorno è che dopo una serie di false partenze è arrivata la pioggia. Ha fatto le cose in grande, annunciata dal crepitio di un tuono nel silenzio ovattato e appiccicoso di stanotte, con la nitidezza di un colpo di Winchester 1876 a Little Big Horn. Io l’ho accolta col consueto rituale di fine agosto, in pantaloncini e braccia levate al cielo, offrendomi riconoscente al suo tocco finalmente benefico. Sì, perché per quanto buona parte della gente sia tutta sole, cuori di panna, amore, sudore, abbronzanti, creme solari, oli solari, creme doposole, afa, spiagge dove si sta pigiati uno sull’altro, amici con la barca figa dove farsi la foto profilo estiva, la pioggia è una cosa seria. Oltre che una cosa indispensabile, naturalmente. Le statistiche dicono che in Occidente c’è un bambino strambo ogni settecentoventimilaottocentoquattro normali che va a letto tutte le notti d’agosto, mentre è in vacanza al mare con la propria famiglia, sperando che la mattina dopo piova. Se qualcuno sollevasse delle obiezioni non prive di una certa ragionevolezza, sono pronto a smentirlo: io lo so perché c’ero. La percentuale crolla miseramente in Africa e nelle zone desertiche sparse per il pianeta, perché lì se ne sbattono il cazzo del sole, dell’afa e del sudore. E non ci sono nemmeno i cuori di panna. Figuratevi gli amici che c’hanno la piroga più figa del villaggio. Lì c’è solo un bambino strambo ogni paio di milioni normali che spera in tempeste di sole e sabbia la mattina dopo, mentre la maggior parte sogna oasi di ghiaccio dove rincorrere foche e trichechi. Ho il ragionevole dubbio che se ne strapassino per il cazzo pure di quella stessa abbronzatura che le donne e gli uomini bianchi rincorrono per diventare un po’ più simili a quelle donne e uomini neri che solitamente rinchiudono nei Cie, rimandano a casa, nei cantieri, nei campi di pomodori, a seconda della contingenza economica del momento. Anche se ultimamente vengono segnalati sempre più spesso, negli stessi campi e negli stessi cantieri, degli abbronzatissimi italiani che fanno così bene i mimetici da beccarsi i medesimi venti, trenta euro senza battere ciglio. Per poi correre ebbri e felici verso la barca figa dell’amico fighissimo che li aspetta in rada con la macchina fotografica in mano. Giusto perché a nessuno venga in mente di chiedergli il permesso di soggiorno o di scaraventarli a calci nel poco nobile deretano nei cosiddetti centri di identificazione e di espulsione, che hanno almeno avuto la decenza di non chiamare “d’accoglienza”. Perché, si sa, dimmi come tratti l’ospite e ti dirò chi sei. Intanto, idealmente lontano dalla miseria e dal declino della civiltà occidentale, io spulcio con la certosina attenzione del vecchio cacciatore di antichi manoscritti le previsioni del tempo. Poi guardo il cielo. Mi lecco il dito per valutare direzione, velocità e intensità dei venti. Strambo al punto giusto da costituire una ragguardevole eccezione nel panorama massificato del terzo millennio, ma pure del secondo e presumibilmente del quarto. A patto che ci sarà, of course. Intanto sento intorno a me aria d’autunno, io la riconosco in anticipo, e quando sento intorno a me aria d’autunno mi viene voglia di Londra. Ma se dovessi cercare un albergo, ve lo prometto, eviterò le smorfiette e le mossette e i sorrisini della tipa di Trivago. Anche perché these ships don’t sail away, they wait they wait for another day and they will float again. Si limiteranno a galleggiare. E poi strambo sì, lo ammetto, ma non ancora definitivamente coglione. Me ne starò lì come Cavallo Pazzo, fiero e incurante delle pallottole dell’uomo bianco, ma pure delle sue fotuzze e del fottuto olio solare, col quale prova vagamente ad assomigliare a quelle stesse donne e quegli stessi uomini ai quali dà la caccia. Nei secoli dei secoli e Amen.

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Un commento su “These ships will float again

  1. Bravo Rosario, bellissima pagina, con me poi sfondi una porta aperta, è da sempre che d’estate
    mi addormento sperando che il giorno dopo piova…

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