Grillo e Casaleggio: guerra ai migranti

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di Rosario Dello Iacovo

Non ho intenzione di avviare la solita stucchevole polemica che scatta in automatico quando si parla di Beppe Grillo. Non mi interessa attaccare frontalmente gli attivisti o i simpatizzanti del cinque stelle, perché ne conosco tanti e pur non abbracciando la causa non ho motivi per dubitare delle loro buone intenzioni: mi è chiaro che una proposta di quel tipo, in assenza di alternative, diventa politicamente attraente. E nemmeno sono uno che campa grazie alla cosiddetta Casta, chi mi conosce sa che non ho mai avuto particolari relazioni con i partiti e i loro apparati clientelari. Però il comunicato col quale, a firma congiunta, Grillo e Casaleggio sconfessano l’operato di due loro senatori sul reato di clandestinità mi provoca un sincero ribrezzo.

Non solo perché a parlare di quell’italiano su otto che non ha i soldi per mangiare, sono strumentalmente due milionari che possono mangiare per ottantamila. Non solo perché ancora una volta su un movimento che ha fatto della democrazia il suo cavallo di battaglia cala la scure censoria del capo. Non solo perché le immagini di Lampedusa sono ancora negli occhi di tutti. Ma soprattutto perché riduce una questione drammatica come l’emigrazione, che coinvolge buona parte della popolazione mondiale, a interesse elettorale. “Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità … il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico.”, dice esattamente così il comunicato, e a me sembra linguaggio da vecchia politica, da trombone democristiano dei bei tempi andati.

So che un partito così poco ideologico che prende otto milioni di voti alla Camera, al suo interno contiene tutto e il contrario di tutto, ma con altrettanta forza sono convinto che Beppe Grillo sia razzista e abbia pericolosi atteggiamenti fascistoidi. Lui e Casaleggio dicono che il metodo seguito dai due senatori dell’M5S è sbagliato perché non esprime una posizione collettiva, ma non commettono lo stesso errore quando poi entrano nel merito della questione senza esprimere altra opinione che la loro, e non invece un punto di vista collegiale?

Sono appena tornato da Londra, una città dove tanti giovani italiani puliscono i cessi a sei sterline l’ora, ma in generale una città che senza stranieri non potrebbe vivere, dovrebbe chiudere. Come del resto l’Italia. Perciò, qualcuno dica a questi due arroganti privilegiati che l’emigrazione è una cosa seria, che coinvolge i destini di milioni di donne, uomini, bambini. Talmente seria da toccare da vicino anche noi italiani, che soprattutto dal sud abbiamo ripreso a emigrare a ritmi da record, come alla fine dell’Ottocento o negli anni Sessanta del Novecento.

Grillo e Casaleggio, fate un favore a tutti, anche agli attivisti del vostro movimento: fatevi da parte e godetevi i soldi che voi avete e noi non avremo mai.

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